Come nasce una collezione?

Una delle domande che ci ponete più frequentemente è: Come nasce una collezione? Da dove prendete lo spunto e l’ispirazione per i vostri lavori? Insomma… da dove si parte?

Oggi sono pronta a svelarvi tutti i segreti fondamentali per dare vita ad una vera e propria collezione!

Innanzitutto ci tengo a rassicurarvi che non esiste un metodo preciso o imposto, quello di cui voglio parlarvi oggi è il Metodo Pigottine, un procedimento che nessuno ci ha insegnato ma che con ispirazione, dedizione ed un pizzico di esperienza abbiamo elaborato negli anni e plasmato man mano con qualche cambiamento utile per giungere, infine, ad un metodo da noi appurato ma in continua evoluzione.

La realtà è che nell’inoltrarci in un nuovo progetto non seguiamo un modello o un motivo scatenante preciso… non sappiamo mai da dove partiamo ma sappiamo sin dall’inizio quasi con precisione dove vogliamo arrivare. La nostra regola primaria, valida per ogni componente del nostro staff, è avere sempre a portata di mano il cosiddetto “Quaderno delle idee”. Un oggetto mistico pieno di scarabocchi, idee casuali e schizzi al quale ognuna di noi ha accesso per annotare qualunque pazza idea le passi per la testa. Devo dirvi la verità, quel quaderno è un vero casino ma fingiamo per un attimo di nasconderci dietro allo stereotipo dell’artista che vive nel caos!!

Vi svelerò un altro segreto… ma che resti tra noi: spesso la grande verità è che ci facciamo un’idea ben precisa di ciò che vogliamo realizzare ma il risultato finale, dopo varie vicissitudini e peripezie, è qualcosa di completamente diverso dall’intuizione iniziale. Si tratta di un viaggio caratterizzato da un sacco di impulsi che amiamo apprendere da tanti ambiti differenti! Il momento in cui riusciamo a dedicarci completamente agli stimoli trasformandoli in idee più articolate è sicuramente durante i nostri viaggi. Capita spesso durante le visite a paesi ben lontani dal nostro di incappare in una qualche forma o in un qualche materiale che portano la nostra mente a tradurre lo spunto in modello. A volte, molto più semplicemente, i viaggi sono i backstage in cui riusciamo a rilassare la mente e dare libero sfogo alla fantasia…. in entrambi i casi, ad ogni modo, al rientro, portiamo sempre qualcosa di speciale dentro di noi.

Dopo aver tutte insieme abbracciato una stessa idea comune arriviamo al secondo step: ore, ore e ore…. di condivisione! Noi le chiamiamo “riunioni” ma in realtà si tratta di veri e propri dibattiti aperti organizzati attorno ad un tavolo colmo di fogli, appunti, disegni, pc, tablet, telefoni e tanti ma dico TANTI caffè. Questo è il momento che personalmente amo di più poiché è in queste giornate in cui i semplici materiali si trasformano in concreti personaggi… c’è chi scrive, chi disegna, chi effettua ricerche e chi prepara i caffè, ovviamente! Si tratta quasi di una danza, un procedimento che ormai ognuna di noi ha assimilato e riesce a gestire sentendosi completamente a suo agio sputando una dopo l’altra idee senza la minima paura che possano risultare “stupide”.

Progettare, è la parte che amo di più del nostro lavoro, è un mero e semplice lavoro di traduzione, si tratta di tradurre gli impulsi della nostra fantasia in qualcosa di concreto e, mattoncino dopo mattoncino, vedere realizzarsi finalmente qualcosa di concreto… a questo segue sempre una grande soddisfazione.

Esiste poi all’interno della progettazione di una collezione una parte tecnica mirata alla ricerca. Ciò di cui ci occupiamo è lo studio dei materiali, delle consistenze, degli abbinamenti che, idealmente, una volta che raggiungono il proprio equilibrio e una sorta di simbiosi tra le loro sfaccettature creano una miscela inconfondibile. Diventa semplicissimo, arrivati a questo punto, aggiungere particolari e capire ciò che è adatto o meno a completare l’opera perché ormai in questa fase del percorso l’idea finale è totalmente chiara e quasi tangibile.

Ogni tessuto trova il suo giusto utilizzo in modo da esaltare le proprie caratteristiche, i colori (fedeli tra di loro) raggiungono l’armonia e i bozzetti sembrano sempre più realistici, sembrano prendere vita. La nostra personale articolazione dei una collezione prevede inoltre lo studio di prodotti accessori come timbri, fustelle e molto altro… ogni attrezzo trova la sua collocazione nel processo di realizzazione dei nostri modelli e piano piano la trama si fa sempre più complicata ma sempre più intrigante.

Lo step finale è il più complesso ma, arrivate a questo punto, la fame di scoprire il risultato finale è talmente tanta che non ci resta che aggredire il tavolo da lavoro senza accorgerci del passare delle ore e le giornate volano… mentre i prototipi prendono forma. Ecco. Ci siamo! Una nuova collezione è pronta!!

Esistono innumerevoli passaggi intermedi che non vi ho citato come la stesura dei testi, la loro correzione, le prove, i fallimenti, le escursioni in cerca di materiali, lo studio dell’arredamento dello stand e molto di più… ma in sostanza, ciò che volevo trasmettervi oggi non è passo dopo passo come procediamo nell’ideazione di un progetto, bensì il nostro metodo di lavoro: la sintonia tra i componenti della squadra.

Pare magia…. eppure è semplice passione.

Lo immaginavate così?

 

 

8 thoughts on “Come nasce una collezione?

  • Lorena Larini15 Settembre 2019 at 15:03

    Una magia! Posso darvi io lo spunto per il prossimo libro?
    Sarebbe carino avere i cartamodelli che richiamano i mestieri: il contadino,la maestra,la cuoca (in parte già esistente), il giardiniere…
    E perché no? Magari con una pigottina over-size con un po’ di panciotta! Carina anche la mamma in dolce attesa oppure la mamma in tutte le sue fasi: puerpera,neomamma,MAMMA tutto fare e nonnina. In fin dei conti Vanda fa un po’da mammima a tutte noi insegnandoci al meglio come realizzare un suo progetto senza tenersi alcun segreto!vuol vederci crescere tutte insieme.. vi piace l’idea?

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  • Patrizia15 Settembre 2019 at 15:31

    Bello Federica, mi sembra di vedervi al lavoro, si vede dalle collezioni un lavoro armonioso tra tutte.

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  • Antonella Marchi15 Settembre 2019 at 16:19

    Sembra di entrare in una favola, un mondo incantato dove al risveglio ci troviamo davanti dei progetti, materiali e quant’altro di una meraviglia assoluta, creati con tutta la passione, bravura e amore per il proprio lavoro.
    Un plauso a tutto li staff e non smettete mai di farci sognare❤️?

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  • neus15 Settembre 2019 at 19:08

    Me parece todo un sueño ,pero y los que no estamos en Italia y hace mucho tiempo que os seguimos? que tenemos que hacer? un abrazo Neus

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  • Raffaella15 Settembre 2019 at 20:24

    Si immaginavo fosse così. Da insegnante capisco bene condivido tutti questi momenti…e il risultato finale, che sia una pigottina o uno spettacolo di fine anno, ti ripaga di tutto.

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  • Giorgia15 Settembre 2019 at 22:25

    Siete veramente brave…ho sempre immaginato a quanto lavoro di testa, soprattutto,c’è dietro!!! Per me siete solamente geni!? Ciao a tutto lo staff
    Giorgia

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  • Bruna16 Settembre 2019 at 18:11

    Complimenti Fede è sempre un piacere leggerti, sembrava quasi di vedervi tutte indaffarate con le vostre matite, i fogli e le tazze di caffè… anche io adoro il caffè… Penso che la magia si proprio la passione che si mette nel fare le cose, quando ci si crede veramente tutto diventa possibile. Grazie per questa “foto” della vostra vita che diventa un po’ nostra quando realizziamo una meravigliosa (sempre ^_^) pigottina. Un abbraccione buon lavoro

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  • silvia16 Settembre 2019 at 18:44

    che bello il racconto sembra di esser li con voi e il profumo di caffè si espande nelle stanze complimenti

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