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Natale nel mondo VS il Nostro Natale

 

Natale… sei lettere, una sola parola e miliardi di differenti interpretazioni in tutto il mondo.

Il Natale è il momento più magico dell’anno, durante il periodo festivo ogni continente, ogni popolazione, ogni nucleo familiare sfoggia le più variopinte e personali tradizioni, tra dolci tipici, decorazioni monumentali ed usanze popolari. Il bello del Natale è proprio questo infatti, non occorre obbligatoriamente essere devoti alla religione, ne essere legati ad una pertinente consuetudine… il Natale è una festa che ama lasciare aperte le proprie porte alla fantasia, alla creatività ed a tutto ciò che può contribuire ad un festeggiamento speciale.

Ho fatto fatto un giro del mondo virtuale! Scoprire le differenti tradizioni e le più assurde usanze è per noi un’opportunità per confrontarci con ciò che ci circonda e comprendere ancora una volta quanto sia impossibile delimitare la fantasia e la popolarità che in questa festa fanno da padrone.

Tanto per cominciare, partiamo da qualcosa di davvero soft… le luminarie Americane, che spettacolo! A chi non è mai capitato di incontrare nel web o per televisione foto o filmati delle fenomenali scenografie che tante famiglie Americane sono solite mettere in mostra all’interno delle proprie case o tra le mura dei propri giardini? Ebbene sì, cara America, tu sei un vero e proprio colosso e batterti è davvero difficile!

A partire dai primi giorni del mese di Dicembre per le strade Americane si diffonde un’aria leggera, familiare…. addirittura speziata. Tra l’acquisto compulsivo dei regali ed il più meticoloso impegno per rendere originali i propri addobbi, gli americani adorano cimentarsi in sfide a colpi di lucine e palline di vetro volte a migliorare la cura di ogni dettaglio… il risultato? Decorazioni mozzafiato all’interno di qualsiasi negozio, centro città o casa privata ed un irrefrenabile spirito Natalizio che finisce per inondare ogni angolo del continente.

Passando per l’Inghilterra mi sono invece resa conto che svariate usanze somigliano molto alla concezione Italiana di Natale… ma il “Christmas Cracker” a noi manca!! Di cosa si tratta? Semplice! Per tradizione, prima di aprire le danze al pranzo del 25 Dicembre, gli Inglesi sono soliti scoppiare questo simpatico tubo di carta a forma di caramella che al suo interno porta un piccolo regalo di benvenuto, un pensiero scritto o addirittura uno scherzo da condividere con la tavolata. Un’idea davvero conviviale, non credete?

Insomma, ogni paese porta avanti le proprie abitudini, religiose e non, e sono proprio queste abitudini (che vengono attese per tutto l’anno) a far sì che il senso di Famiglia, di speranza, di gioia e di festa si rinnovino ogni anno che passa, dando vita, perché no, a nuovi ricordi di momenti felici condivisi con le persone care.

Potremmo proseguire passando per tutti i paesi del mondo ma durante il mio percorso di scoperta dello spirito Natalizio #AllAroundTheWorld mi sono soffermata a pensare… in realtà, oltre alle infinite tradizioni popolari suddivise per aree geografiche, esiste un’innumerevole quantità di usanze familiari personalizzate che nel tempo si sono affermate all’interno di ogni nucleo familiare finendo così per essere tramandate di anno in anno e rappresentando un tratto irrinunciabile di questa festività.

Ogni famiglia presenta le proprie modifiche alle “regole base” del Natale e oggi sono qui per svelarvi qualcuna delle nostre:

  1. Mi viene difficile negare che in casa Pigottine siamo tutte fan sfegatate della più celebre delle feste… nella realtà le prime influenze Natalizie per noi iniziano durante il mese di maggio, quando i primi tratti della collezione invernale iniziano a prendere forma. La vera atmosfera, però, ha inizio nel mese di Novembre. Magicamente ed inaspettatamente appaiono al momento del caffè mattutino dolcetti alla cannella ed i primi accenni di pandoro e panettone (no, vi sbagliate di grosso, non siamo golose!!). Ammetto anche di essere io la vera anima delle feste Natalizie e, in quanto porta bandiera, obbligo tutti ad iniziare ad ascoltare un’interminabile serie di canzoni Natalizie durante la giornata lavorativa!
  2. Il vero momento dello scambio dei regali è di solito localizzato pochi giorni prima del 25 dicembre…. ma lo shopping compulsivo non ha tempo ne regole perciò, con tutta la naturalezza del mondo, durante tutto il mese di dicembre, capita ogni settimana che qualcuno di noi si presenti la mattina annunciando “Ho un regalino per voi!”. Eh si… i festeggiamenti da noi hanno inizio davvero presto… e così, con questo semplice incantesimo, iniziano a materializzarsi in laboratorio pensierini di ogni genere (in quadrupla copia, ovviamente): Notes a forma di bastoncini di zucchero, creme per le mani alla mela caramellata, saponette allo zenzero, tazze Natalizie per la nostra colazione a tema…. e chi più ne ha più ne metta.
  3. IMPOSSIBILE non dare spazio ad una tradizione fondamentale e ad una delle nostre passioni comuni: le candele profumate! Ogni mattina dell’anno siamo solite accendere una candela dal profumo stagionale che ci accompagna durante la giornata faticosa…. e già da fine novembre un appuntamento immancabile per noi è la scelta della candela Natalizia, un must! Tutte insieme, in seguito a qualche ricerca nel tempo libero, selezioniamo la nostra compagna di avventure per questo periodo speciale!
  4. Tutte le attività, o perlomeno, la stragrande maggioranza di esse, nel mese di Dicembre organizzano una cena aziendale prima delle festività… a noi, ovviamente, questo non basta!! Eh no… perchè quando il Natale inizia a lasciarsi intravedere da lontano… comincia a farsi sentire anche una fortissima voglia di iniziare ad ambientarsi con tutto ciò che riguarda il freddo, la montagna ed il tepore Natalizio. Questo è proprio il motivo per il quale, come di consuetudine, ogni anno siamo solite ritagliarci una serata insieme nel nostro ristorante preferito: un ristorante tipico Trentino! La Stube, immancabile, scalda l’atmosfera ed i piatti di montagna, sommati all‘ambientazione tirolese ci regalano sempre un momento di relax e di celebrazione di questo periodo da noi tanto amato.
  5. Ultima ma non per importanza viene la nostra tradizione del 20 dicembre. Ogni anno, in questa data, dopo la giornata di lavoro siamo solite allestire un delizioso banchetto dalle svariate specialità. Tutti i genitori, i fidanzati ed i mariti sono invitati a prendere parte all’evento e, come una vera Famiglia (con la “F” maiuscola!) allargata, approfittiamo del momento per scambiarci gli auguri di Natale e per realizzare tutti insieme che dopo un anno estenuante ma soddisfacente… è in arrivo il meritato riposo.

Insomma, ogni famiglia elabora e trascina nel tempo le proprie usanze… e tutte queste tradizioni, nel loro piccolo, diventano fondamentali per vivere ogni anno momenti speciali insieme da collezionare e ricordare nel tempo.

E voi?? Sono proprio curiosa di scoprire quali originali e speciali abitudini avete raccolto nel tempo!

Non vediamo l’ora di leggere tutti i vostri commenti!

 

 

Il significato dei colori e le loro influenze nella nostra vita

Vi sembrerà strano… ma a volte gli argomenti apparentemente più banali e scontati possono rivelarsi i più interessanti ed inaspettati!

Oggi ho deciso di parlarvi di un argomento che può sembrare piuttosto conosciuto ma, ad essere sincera, in seguito ad una serie di ricerche ho potuto constatare che, ancora una volta, scoprire ciò che va oltre all’apparenza è sempre in grado di stupirci! Oggi parliamo del significato dei colori e della loro essenza più profonda.

Vi sarà sicuramente capitato in esperienze generiche di vita quotidiana di constatare personalmente che i colori non sono una costante casuale della nostra vita, ognuno di noi ha i propri colori prediletti che possono variare in base al campo di attinenza e si tratta di un giudizio puramente personale… ma non sempre!

Esistono infatti svariate ricerche sull’argomento: pare che i colori siano sempre associati ad un significato preciso. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che il nostro umore, così come l’appetito e persino la pressione sanguigna e altre funzioni metaboliche del nostro organismo vengono influenzate dai colori. Proprio per questo motivo, dovremmo prestare molta attenzione ai colori di cui ci circondiamo!

Oltre al campo della ricerca, anche l’ambito della medicina omeopatica e quello dello skin care sembra indirizzarsi con sempre più crescente frequenza al mondo dei colori… basti pensare alla serie di terapie in grado di rilassare corpo e mente attraverso gli impulsi sprigionati (impercettibilmente) dalle varie scale cromatiche. La cromoterapia è infatti una medicina non scientifica ed alternativa ed i suoi utilizzatori ritengono che i colori siano in grado di influenzare le funzioni dell’organismo, influendo a livello del sistema metabolico, nervoso ed immunitario.

Esistono innumerevoli significati e collegamenti tra i colori e le sensazioni, qualche esempio??

  • L’arancione è il colore dell’ armonia interiore, della creatività e pare sia strettamente collegato ad un sintomo di fiducia in se stessi e verso gli altri.
  • Il blu rappresenta un simbolo di armonia e di calma. Dimostrano alcuni studi che questo colore è addirittura in grado di portare equilibrio nella sfera emotiva.
  • Il colore Azzurro è simbolo di comunicazione.
  • Il colore giallo è simbolo della luce del sole ma anche della conoscenza e dell’energia.
  • Il Bianco comprende tutti i colori dello spettro luminoso. Simboleggia il confine che segna l’inizio della fase vitale.
  • Il colore rosso è il simbolo del sangue e dell’energia vitale sia mentale che fisica.
  • Il colore rosa conferisce passione e vitalità ed è un colore strettamente correlato all’amore.
  • Il Verde simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore.

E via dicendo…

 

Questi sono i risultati di ricerche scientifiche, ma per noi “comuni mortali” e ugualmente ben comprensibile l’influenza dei colori anche nelle cose più semplici. Ci sono persone che vestono in base al loro umore, abbinando il nero ad uno stato di tristezza (o addirittura questo colore sembra conferirgli tristezza) ed associando i colori alla vitalità. Addirittura la scelta dei colori per le nostre pareti rappresenta una decisione importante… poiché inconsciamente veniamo ogni giorno suggestionati e stimolati dai toni di cui ci circondiamo.

Da queste ricerche ho potuto constatare infatti che, inequivocabilmente, i colori che scegliamo rappresentano la nostra persona in maniera davvero intima… e ci permettono di trasmettere questa personale e velata informazione anche agli altri!

Non ho potuto fare a meno di pensare alla nostra tendenza verso i colori neutri, caldi e decisamente tenui… e per “nostra” intendo la personale selezione di colorazioni Le Pigottine di Vanda. Inevitabilmente la nostra attenzione, al momento della ricerca dei materiali, viene attratta sempre da una precisa gamma di colorazioni che racchiude sempre toni delicati, una serie interminabile di sfumature che varia dal panna al colore ecrù, passando per il cipria ed il rosa antico con qualche picco occasionale di bordeaux e nocciola.

In seguito ad alcune riflessioni, ho infatti verificato che questi colori ci permettono di lasciar trasparire la nostra essenza, questa scala cromatica attira la nostra attenzione proprio perché questi colori rappresentano a pieno la nostra ricerca incessante di quiete e benessere. Si tratta di tinte “riposanti”, la delicatezza con la quale le varie nuances si accostano tra di loro sprigiona in noi un senso di “balance”, ovvero di equilibrio.

Sarebbe possibile parlare per ore ed ore di questo argomento a mio parere davvero interessante ma non voglio annoiarvi… e sono davvero curiosa di leggere le vostre riflessioni! Quali colori vi stimolano maggiormente? A quali toni siete fortemente legati? Siete tipi “frizzantini” innamorati dei toni più audaci della tavolozza… o “clasiconi” come noi??

Nell’attesa del prossimo articolo ci divertiremo a leggervi tra i commenti!

 

Fiere della creatività: dietro alle quinte.

Le fiere della creatività… un mondo magico! Quello spazio extraterrestre che ogni visitatore vive come un’esperienza carica di emozioni, colori e idee. Il luogo in cui ogni suggestione è volta a stimolare la fantasia, la manualità e la propria personale creatività.

Entri nello stand e “Woooow!” ogni oggetto di arredamento sembra posizionato al proprio posto come se fosse il suo posto da sempre, ogni creazione sembra esprimere la propria essenza lasciandoti quella curiosità e quel desiderio di metterti alla prova. Tra lucine, tessuti, nastri e timbri l’armonia è totale… un mondo fantastico grande appena 24 metri quadrati. Vedi un progetto, ti innamori, il desiderio di “mettere le mani in pasta” sale e per ore e ore ti perdi in questo spazio senza tempo alla ricerca di “tesori” dei quali però non conosciamo ancora né la forma né il colore.
Sembra una visione paradisiaca ma…. cosa accade dietro alle quinte?? Oggi voglio tentare di svelarvi una speciale dietrologia… la nostra!

Dopo mesi di preparazione si avvicina il gran giorno: la prima fiera della stagione creativa! Insomma, siamo pronte dai, sono mesi che lavoriamo alla collezione, a partire dalle riunioni interminabili per dare vita ai progetti, fino alla ricerca dei materiali. Qualche migliaio di pezzettini di tessuto è stato tagliato, piegato e confezionato, sembra tutto in ordine e poi “Questa volta siamo in una botte di ferro! Sarà impossibile restare senza materiale!”.
La settimana decisiva è arrivata, è lunedì… giorno di carico! Outfit della giornata: leggings super elasticizzati, scarpe da ginnastica e capelli casuali, “tanto stasera saremo da buttare!” e giù a ridere. Dieci minuti di strategia, un piccolo programma della giornata (già con le mani nei capelli!!) un paio di caffè e si parte! Su e giù per il furgone trasportando cartoni su cartoni mentre una vocina nella testa persiste “Ma sarà troppo? O troppo poco?? Mah…”. La sera arriva e quasi non ci accorgiamo che siano passate 8 ore, anche se le gambe e le braccia sembrano ricordarselo bene! Perfetto, questa è andata, siamo prontissime! (Che grande illusione…).”
Martedì, sveglia alle cinque del mattino e via che si parte verso il primo giorno di allestimento. Parte del team rimane in laboratorio girando freneticamente avanti e indietro dal magazzino impegnato nella seconda tranche di carico. “Dai siamo messe bene…. mancano solo un paio di cose!” E invece noooooo! Milioni di chiamate: “Ricordatevi la cassa ragazze, per carità!!”, “Nooooo… abbiamo scordato una cosa fondamentale”, “Mi sono appena ricordata che dobbiamo assolutamente portare con noi altre 236.758 cose… scrivi!”

Ok, ora ne siamo sicure eh…. sono le 18.00 è ora di andare a casa, preparare le valigie e riposare in vista della partenza più tesa della stagione. Arrivi a casa, esausta ma contenta perché è tutto pronto e un nuovo viaggio è alle porte. …è proprio mentre fai la doccia che ti vengono in mente le prime dimenticanze!

Dio benedica chi ha inventato il blocco note sul telefono!! E via… un’inondazione di promemoria, sveglie, timer, ogni App è buona per dare un tono alla nostra memoria usurata dalla giornata allucinante.

L’ultima sera a casa cerchi di godertela, ti dedichi al relax e stacchi la spina per permettere alla testa di riposare. Cenetta, pigiama, controllo della valigia e… Buonanotte!
Ore 3.45, occhi sbarrati…. “Ecco lo sapevo…. abbiamo dimenticato anche quello!!”, il blocco note pronto scattante accoglie gli ultimi promemoria e ora posso tornare a godermi l’ultima oretta e mezza di sonno.

 

Mercoledì mattina: è ufficiale, si parteeee! Tutto a posto questa volta, ne siamo certe. Parte dello staff è già quasi sbarcato presso la location che ospita la nostra esposizione per ben quattro giorni e durante il viaggio ci si abbandona ad una serie infinita di chiacchiere e risate. Chiamata in arrivo, “Vanda“. “Ponto, allora siete arrivate? Tutto bene??”, dall’altra parte del telefono con tono disperato… “Ragazze si è rotto l’avvitatoreeee!”. PANICO! Giusto cinque minuti per capire il piano d’azione e niente, il navigatore è già impostato verso il primo Brico nei paraggi.

 

Tutto è bene quel che finisce bene…. insomma, l’avvitatore nuovo è qui con noi, sembra tutto assolutamente sotto controllo e, come di routine, metodicamente, iniziamo l’allestimento!

Ognuno conosce alla perfezione i passaggi da affrontare e, come formichine, ci si snoda in una sorta di danza dove ognuno svolge la sua parte di lavoro e, poco a poco, lo stand inizia a prendere forma.
Piccola pausa pranzo, la pancia brontola… sedute in terra come fossimo ad un pic-nic. Un po’ di sane risate e positività aiutano la giornata a prendere una piega più divertente. Finito il pranzo…. la sveglia alle 5.00 inizia a dare i primi sintomi di sonno fulminante…. e dormiresti anche dentro alla cesta delle lane in legno massiccio! Come si dice in Emilia…. “Ragazze teniamo botta! Manca poco, forza!”.

Il risultato finale ci permette di lasciare la fiera con il sorriso…. ora si, siamo davvero pronte. L’allestimento rispecchia esattamente la nostra immaginazione e, finalmente, i nervi possono rilassarsi per alcune ore.
Mattina dell’apertura: ANSIA ALLO STATO PURO! Gli ultimi ritocchi prima di entrare in pista. Ci siamo, la nuova collezione verrà presentata e tutto l’impegno e la devozione per questo lavoro speriamo siano deducibili dai progetti che, con cura e passione, abbiamo dato alla luce.
Si aprono i cancelli, via alle danze! Salta di qua, balza di là: “Vale aiuto corri in furgone!!”. La giornata vola e tra schiamazzi, sorrisi e piedi doloranti arrivano le ore 18.00.

Ti trovi a fare un reso conto della giornata, un resoconto morale, quasi spirituale.
Ogni singolo sorriso, ringraziamento, complimento o addirittura dono è in grado di rigenerarci. Ti destreggi tutto il giorno tra domande e richieste ma, se ti fermi per un attimo ad osservare da fuori questo spettacolo, capisci che è incredibile.

Ogni sforzo è ripagato, ogni goccia di sudore viene coperta dalla soddisfazione e la sera, quando appoggi la testa sul cuscino, sei consapevole che è stata una grande giornata perché il tuo impegno e la tua passione, non solo sono stati apprezzati, ma vengono condivisi da migliaia di persone, speciali, frenetiche ed appassionate quanto te.

 

 

Politiche Pet friendly: il nostro amico a quattro zampe sul posto di lavoro.

Modernità o tradizione? Voi vi sentite più conservatori o più amanti del progresso e dell’innovazione?

Quello di oggi è un argomento apparentemente leggero e spensierato ma allo stesso tempo si tratta di un tema in grado di dividere il grande pubblico. Cerchiamo di centrare meglio il punto:

È ormai evidente quanto negli anni sia mutato il rapporto dell’essere umano con il proprio animale da compagnia, quelli che un tempo erano considerati animali adibiti ad un compito preciso come il “cane da guardia” o il gatto che nelle case di campagna tiene lontani i topolini…. Beh si sono rivelati in realtà veri e propri membri della famiglia e parte integrante delle nostre vite. Personalmente reputo questo processo un vero e proprio vantaggio per entrambe le parti poiché l’amore, la condivisione e l’aiuto reciproco penso siano caratteristiche che non possono che apportare influenze positive…. Ma soprattutto trovo davvero ammirevole la sempre crescente attenzione nei riguardi dei nostri piccoli (a volte non tanto piccoli in realtà…) amici del cuore.

Una notizia che non poteva che attirare la mia attenzione mi ha colpita in particolare, il titolo recita: “Nuovi benefit sul lavoro: cani in ufficio e congedi per accudirli” (fonte: Il Corriere della sera, 2018, art. di Alessandro Sala). Incuriosita dal contesto e curiosa a riguardo mi sono dedicata alla lettura di questo piacevole articolo e ho trovato uno spunto interessante per una breve riflessione.

Avrete potuto notare in svariate occasioni che è nostra abitudine recarci sul posto di lavoro insieme ai nostri fedeli compagni! Appaiono spesso tra le foto e nelle nostre Instagram stories poiché, con molta naturalezza, siamo abituate a condividere con loro la nostra giornata di lavoro!

A questo punto non posso non presentarveli… partiamo dalla veterana, Miss, da dieci anni ci dedica la sua compagnia e si, se vi state chiedendo che razza di nome sia “Miss”, è perché il suo atteggiamento da Vamp non ha lasciato spazio ad altri nomi! Da poco meno di tre anni poi un nuovo componente si è aggiunto alla squadra… Jet! Lui è il bambino di casa, adora giocare e combinare pasticci per i quali è impossibile riprenderlo… d’altra parte dopo aver rubato intere rocche di fettuccia lui è solito voltarsi con il suo sorriso smagliante!

Leggendo questo interessantissimo articolo ho riscontrato una serie di piacevoli riflessioni che penso ci rappresentino molto ed essendo assolutamente curiosa del vostro pensiero a riguardo ho pensato che condividerle fosse un’ottima occasione per raccontarvi qualcosa di personale, qualcosa che ci rappresenti per davvero.

Pare che importanti studi di settore siano riusciti a dimostrare che la presenza di animali sul posto di lavoro sia in grado di produrre importantissimi benefici: riduce visibilmente l’apporto di stress che purtroppo siamo ormai costretti a gestire molto spesso sul posto di lavoro, aumenta il sentimento di “attaccamento” da parte del lavoratore alla propria azienda e favorisce un migliore bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata. L’avreste mai detto??

In America, addirittura, è stata istituita nel 1999 la “Take your dog to work-Week”! Una settimana in cui è possibile portare con sé ogni mattina il proprio animale da compagnia. Un’occasione utilizzata per concentrarsi sul lavoro di socializzazione e testare il beneficio effettivo di queste nuove forme di convivenza a vantaggio della produttività.

Si parla addirittura di posti di lavoro che inseriscono tra le clausole di contratto permessi retribuiti in caso di malattia del proprio animale domestico… una vera utopia! Forse questa notizia più che mai è in grado di delineare quanto l’animale da compagnia rappresenti al giorno d’oggi un vero e proprio componente della famiglia con tutto ciò che ne consegue, ovvero un’elevata attenzione per le necessità (non solo di primo ordine) e un’organizzazione differente della concezione di “lifestyle”.

Si tratta però anche di una questione di possibilità, non tutti i lavori permettono questo tipo di interazione con gli animali a stretto contatto e, viceversa, non tutti gli animali sono abituati a questa concezione moderna e, di conseguenza, non sono tutti portati alla convivenza in ambienti comuni professionali.

Dal nostro punto di vista, l’esperienza è assolutamente un pollice in su, anzi… un milione di pollici in su!! Gli animali sono in grado di riempire l’ambiente e ci regalano, durante la giornata, attimi di spensieratezza oltre ad alleggerire l’ambiente stemperando quella patina di stress e iper-produttività che spesso copre come un velo semi-trasparente tutto ciò che ci circonda. Coinvolgerli nella nostra giornata ci permette inoltre di crescere un rapporto sempre più stretto e comunicativo che porta beneficio ad entrambe le parti.

Quanto sarebbe bello se sempre più impieghi dessero questa possibilità ai propri lavoratori?

Voi cosa ne pensate? Qualcuno tra voi ha già la possibilità di lavorare al fianco del proprio amico pelosetto? Ed in caso di possibilità, vi piacerebbe testare questo tipo di esperienza?

Siamo curiosissime di leggervi tra i commenti per scoprire la vostra opinione a riguardo!

 

La macchina per cucire, una fedele compagna di avventure.

La macchina per cucire è, per molti di noi, un’alleata fondamentale. Chiunque ami il cucito, nelle sue diverse forme (sartoria, cucito creativo, patchwork, appliqué… ecc) o più semplicemente si è avvicinato all’ambito della creatività, probabilmente, ne possiede una. Non so come funzioni per voi…. ma nel nostro laboratorio ogni macchina per cucire viene trattata come parte della famiglia. Eh si, dalla più vecchia alla più giovane ognuna di esse vanta di una bella postazione, pulita ed ordinata, di una serie di accessori utili e (si, questo vi suonerà sicuramente strano!!) persino di un nome! Ma, tralasciando i nomignoli imbarazzanti scelti per ogni modello presente in laboratorio, ciò che ho notato è che la macchina per cucire rappresenta un ruolo davvero importante in quanto ci permette di spaziare tantissimo nel campo del cucito e dedicarci, così, persino a lavorazioni alle quali mai avremmo pensato di approcciarci.

Si tratta di una compagna silenziosa ma attenta, lei assiste a tutte le nostre prove e sapete qual’ è il bello? Se il risultato delle nostre realizzazioni è un vero e proprio pastrocchio…. beh, lei sa mantenere il segreto! La macchina per cucire non ci giudica, anzi…. resta sempre a nostra disposizione per provare e riprovare e superare i nostri fallimenti.

Pensando alle nostre adorate compagne di avventure ci siamo domandate se fosse possibile rendergli omaggio in un qualche modo, infondo loro ci supportano e ci sopportano in ogni nostra creazione… e Bling! Si è accesa una lampadina!

Da diversi anni, ormai, per prenderci cura delle nostre adorate macchine per cucire ci siamo appoggiate a Federico di Errati Macchine per cucire, ormai noto come “Dottor Cucito”. Il suo appoggio, costante e professionale, ci ha dato modo di dare alle nostre fedeli compagne le attenzioni che si meritano, ottenendo così una durata ed una prestazione delle nostre collaboratrici inanimate davvero soddisfacenti. Insomma…. chi meglio di lui può parlarci un po’ di questo mondo? Ed ecco l’idea…. oggi intervisteremo il Dottor Cucito, nel tentativo di condividere con lui l’ammirazione per l’universo della macchina per cucire.

 

 

3,2,1… via!!

  • Buongiorno Federico… ehm… Dottor cucito, parlaci un po’ di te, presentaci Federico.
    <<Ciao. Che dire, sono una persona che ama molto il proprio lavoro e ho la fortuna di fare ciò che mi piace. Oggi, insieme a mia moglie Carolina, gestiamo due negozi: uno a Mantova e uno a Trento. Caratterialmente sono una persona alla quale piace ridere e scherzare, amo gli animali e le camminate in mezzo alla natura, questo mi aiuta molto a ricaricare le batterie nei momenti più frenetici, che nel lavoro sono abbastanza frequenti. Sono una persona che non si risparmia in tutto ciò che fa e ho il grosso difetto di essere, soprattutto nel lavoro, un perfezionista: pretendo molto da me e di conseguenza dalle persone che lavorano con me che per fortuna sono sulla mia stessa lunghezza d’onda.>>
  • A questo punto, non vediamo l’ora di chiederti: Presentaci Dottor Cucito!
    <<Dottor Cucito son io in tutto e per tutto: nulla di costruito. Quello che dico nei miei video e nei miei post è esattamente quello che penso e non riuscirei a fare diversamente. Dottor Cucito esula da “Errati macchine per cucire”, il mio compito è quello di dare un consiglio sull’utilizzo della macchina, sull’acquisto o sulla manutenzione e la cosa più bella per me è ricevere messaggi anche da chi la macchina l’ha acquistata altrove. Il fatto che, chiunque utilizzi una macchina per cucire, si senta libero di chiedere un consiglio a Dottor Cucito è una cosa estremamente gratificante che va oltre il lavoro, ma che tocca la mia sfera più personale. Si fidano di Dottor Cucito e quindi si fidano di me. E’ impagabile.>>
  • Come è nata la passione per il tuo lavoro e per questo campo così specifico?
    <<Ho sempre avuto una grande passione per i lavori manuali e per questo fin da piccolo osservavo mio padre riparare e riportare in vita questo meraviglioso strumento creativo. Finiti gli studi è stato per me molto naturale proseguire l’attività di famiglia. Mi sono chiesto anch’io cosa mi lega così tanto a questo prodotto e probabilmente la risposta risiede nella grande passione che i miei genitori mi hanno trasmesso.>>
  • Da dove nasce l’idea di indossare il camice da dottore per prenderti cura con attenzione clinica delle macchine per cucire?
    <<
    Dottor Cucito nasce da oltre 50 anni di esperienza nel campo delle macchine per cucire della famiglia Errati. Volevo combinare la passione per il mio lavoro e la mia passione per il teatro: mettere il camice di Dottor Cucito è stato determinante in questo. Poter mandare messaggi importanti per il nostro settore come, l’importanza del servizio e dell’assistenza e la cura della propria macchina per cucire in modo leggero e colorato mi diverte molto. Il nome Dottor cucito è nato, per caso, durante una chiacchierata con un amico: stavo raccontando quello che faccio e come lo faccio e lui se ne è uscito con Dottor Cucito. Lo ringrazio ancora oggi, perché il “mio Dottore” ha veramente cambiato totalmente il mio modo di lavorare, sono più felice professionalmente e riesco a trovare sempre nuovi stimoli e nuove idee. Non a caso nel 2020 uscirà una grandissima novità della quale non parlo ancora per scaramanzia.>>
  • Ora addentriamoci nel vivo del discorso…. io, da perfetta inesperta in campo di cucito, vorrei avvicinarmi a questo mondo che mi attrae e mi incuriosice, come faccio a scegliere la macchina per cucire che fa al caso mio?
    <<
    E’ una domanda che richiederebbe una risposta molto articolata. Cerco di semplificarti il pensiero che dovrebbe guidarti nella scelta: “La qualità dura così a lungo nel tempo da farne dimenticare i costi sostenuti”. Una macchina di qualità ti permetterà di cucire ciò che vuoi e soprattutto, per te che sei all’inizio, sarà un’alleata fondamentale. Dove non arriverà ancora la tua manualità, arriverà la macchina ma, solo se costruita con qualità. Se tu non sapessi sciare, accetteresti d’imparare con due assi di legno? Se tu non sapessi fotografare, impareresti con una macchina fotografica usa e getta? Lascia perdere la quantità dei punti, investi su una macchina con un buon trasporto, con una doppia alzata di piedino, con i punti elastici, con il regolatore di velocità (ti cambia la vita), e soprattutto una macchina elettronica perché, a differenza del credere comune, è molto più facile da usare. Il consiglio migliore che posso darti, comunque, è quello di farti guidare nell’acquisto da professionisti del settore e soprattutto richiedi sempre che ti venga fornita assistenza post vendita. Se pensi di risparmiare, speculando sul servizio, ti renderai conto dopo di quanto ti costerà.>>

Dottore… questa testimonianza è la prova che l’amore e la passione che metti nel tuo lavoro sono, oltre che qualità personali, le forze che permettono a te come a tutti noi di portare avanti un’arte molto antica ma sempre più alla moda ed in cerca di innovazione. Possedere una macchina per cucire come amica significa sicuramente avere la possibilità di dedicarsi ad un hobby davvero articolato e piacevole…. a tal punto, a volte, da perdere persino la nozione del tempo!

E voi?? Che rapporto avete con le vostre fedeli compagne di avventure?

Sono curiosissima di leggervi nei commenti!

Come nasce una collezione?

Una delle domande che ci ponete più frequentemente è: Come nasce una collezione? Da dove prendete lo spunto e l’ispirazione per i vostri lavori? Insomma… da dove si parte?

Oggi sono pronta a svelarvi tutti i segreti fondamentali per dare vita ad una vera e propria collezione!

Innanzitutto ci tengo a rassicurarvi che non esiste un metodo preciso o imposto, quello di cui voglio parlarvi oggi è il Metodo Pigottine, un procedimento che nessuno ci ha insegnato ma che con ispirazione, dedizione ed un pizzico di esperienza abbiamo elaborato negli anni e plasmato man mano con qualche cambiamento utile per giungere, infine, ad un metodo da noi appurato ma in continua evoluzione.

La realtà è che nell’inoltrarci in un nuovo progetto non seguiamo un modello o un motivo scatenante preciso… non sappiamo mai da dove partiamo ma sappiamo sin dall’inizio quasi con precisione dove vogliamo arrivare. La nostra regola primaria, valida per ogni componente del nostro staff, è avere sempre a portata di mano il cosiddetto “Quaderno delle idee”. Un oggetto mistico pieno di scarabocchi, idee casuali e schizzi al quale ognuna di noi ha accesso per annotare qualunque pazza idea le passi per la testa. Devo dirvi la verità, quel quaderno è un vero casino ma fingiamo per un attimo di nasconderci dietro allo stereotipo dell’artista che vive nel caos!!

Vi svelerò un altro segreto… ma che resti tra noi: spesso la grande verità è che ci facciamo un’idea ben precisa di ciò che vogliamo realizzare ma il risultato finale, dopo varie vicissitudini e peripezie, è qualcosa di completamente diverso dall’intuizione iniziale. Si tratta di un viaggio caratterizzato da un sacco di impulsi che amiamo apprendere da tanti ambiti differenti! Il momento in cui riusciamo a dedicarci completamente agli stimoli trasformandoli in idee più articolate è sicuramente durante i nostri viaggi. Capita spesso durante le visite a paesi ben lontani dal nostro di incappare in una qualche forma o in un qualche materiale che portano la nostra mente a tradurre lo spunto in modello. A volte, molto più semplicemente, i viaggi sono i backstage in cui riusciamo a rilassare la mente e dare libero sfogo alla fantasia…. in entrambi i casi, ad ogni modo, al rientro, portiamo sempre qualcosa di speciale dentro di noi.

Dopo aver tutte insieme abbracciato una stessa idea comune arriviamo al secondo step: ore, ore e ore…. di condivisione! Noi le chiamiamo “riunioni” ma in realtà si tratta di veri e propri dibattiti aperti organizzati attorno ad un tavolo colmo di fogli, appunti, disegni, pc, tablet, telefoni e tanti ma dico TANTI caffè. Questo è il momento che personalmente amo di più poiché è in queste giornate in cui i semplici materiali si trasformano in concreti personaggi… c’è chi scrive, chi disegna, chi effettua ricerche e chi prepara i caffè, ovviamente! Si tratta quasi di una danza, un procedimento che ormai ognuna di noi ha assimilato e riesce a gestire sentendosi completamente a suo agio sputando una dopo l’altra idee senza la minima paura che possano risultare “stupide”.

Progettare, è la parte che amo di più del nostro lavoro, è un mero e semplice lavoro di traduzione, si tratta di tradurre gli impulsi della nostra fantasia in qualcosa di concreto e, mattoncino dopo mattoncino, vedere realizzarsi finalmente qualcosa di concreto… a questo segue sempre una grande soddisfazione.

Esiste poi all’interno della progettazione di una collezione una parte tecnica mirata alla ricerca. Ciò di cui ci occupiamo è lo studio dei materiali, delle consistenze, degli abbinamenti che, idealmente, una volta che raggiungono il proprio equilibrio e una sorta di simbiosi tra le loro sfaccettature creano una miscela inconfondibile. Diventa semplicissimo, arrivati a questo punto, aggiungere particolari e capire ciò che è adatto o meno a completare l’opera perché ormai in questa fase del percorso l’idea finale è totalmente chiara e quasi tangibile.

Ogni tessuto trova il suo giusto utilizzo in modo da esaltare le proprie caratteristiche, i colori (fedeli tra di loro) raggiungono l’armonia e i bozzetti sembrano sempre più realistici, sembrano prendere vita. La nostra personale articolazione dei una collezione prevede inoltre lo studio di prodotti accessori come timbri, fustelle e molto altro… ogni attrezzo trova la sua collocazione nel processo di realizzazione dei nostri modelli e piano piano la trama si fa sempre più complicata ma sempre più intrigante.

Lo step finale è il più complesso ma, arrivate a questo punto, la fame di scoprire il risultato finale è talmente tanta che non ci resta che aggredire il tavolo da lavoro senza accorgerci del passare delle ore e le giornate volano… mentre i prototipi prendono forma. Ecco. Ci siamo! Una nuova collezione è pronta!!

Esistono innumerevoli passaggi intermedi che non vi ho citato come la stesura dei testi, la loro correzione, le prove, i fallimenti, le escursioni in cerca di materiali, lo studio dell’arredamento dello stand e molto di più… ma in sostanza, ciò che volevo trasmettervi oggi non è passo dopo passo come procediamo nell’ideazione di un progetto, bensì il nostro metodo di lavoro: la sintonia tra i componenti della squadra.

Pare magia…. eppure è semplice passione.

Lo immaginavate così?

 

 

Il lavoro manuale, non solo uno svago ma una vera e propria terapia!

Ci siamo lasciati nello scorso articolo, intitolato “L’Artigianato, una forza mondiale”, con una domanda: per quale motivo il lavoro manuale rappresenta in tutto il mondo un forte motivo di orgoglio?

Per trovare la risposta è necessario scavare un po’ a fondo e consultare qualche ricerca poiché la risposta è molto meno scontata di quanto si possa pensare. In molti potrebbero pensare che la produzione di opere “Hand Made” sia considerata preziosa in quanto ogni popolazione nel mondo non può fare a meno di sentirsi fortemente legata alla tradizione e alle origini del proprio paese. Il lavoro manuale, infatti, permette di tenere acceso l’interesse nel tramandare le opere manuali tradizionali…. Ma questo non è il solo motivo per il quale questa arte di nicchia rappresenta una grande ricchezza!

La motivazione più intima e personale è possibile ritrovarla nel cuore del discorso: il lavoro manuale, oltre che una professione più unica che rara e uno svago sempre più in voga negli ultimi anni, è anche un’importantissima terapia. Tenere vivo un interesse così speciale è quindi per tutti noi un vero motivo di orgoglio poiché il bisogno di restare attaccati con tutte le forze alle azioni più sane, in questa epoca, è sempre più forte!

Cerchiamo di centrare meglio il punto…. Alcune recenti ricerche tra diverse fonti mi hanno permesso di capire quanto l’arte manuale sia sempre più frequentemente utilizzata a livello medico. Esistono infatti tantissime associazioni e svariate attività organizzate da diversi enti (privati e non) che vedono l’utilizzo della manualità come una terapia… e i risultati sono strabilianti!

È ormai evidente quanto la nostra vita, ogni anno che passa, diventi sempre più sedentaria, la routine si sussegue giorno per giorno creando un vero e proprio disagio nella mente di innumerevoli persone, la malattia del ventunesimo secolo: lo stress.

E se un semplice hobby fosse sufficiente ad interrompere momentaneamente la quotidianità? Premere il tasto “pausa”, in effetti, sta diventando ogni giorno di più una necessità primaria e tutti noi, a seconda delle proprie passioni e capacità, lo facciamo in diversi modi: sport di vario genere, giardinaggio, scrittura, lettura…… e lavoro manuale!

È proprio così, sempre più soggetti sono in grado di ottenere un ineguagliabile rilassamento dalla lavorazione manuale di diverso genere! Si parla addirittura di un ritorno alle arti manuali… siamo davvero convinti che questo fenomeno di ritorno all’ Hand Made e la manifestazione di un sempre più crescente livello di stress siano davvero una casualità? Beh…. Io non posso che svelarvi il mio personalissimo punto di vista!

Grazie all’esperienza di questi ultimi anni nell’ambito della creatività posso confermare che sono innumerevoli le vostre testimonianze. Non mi è possibile quantificare in quanti casi io abbia potuto verificare di persona le vostre attitudini e le vostre verità! Il raggio d’azione è davvero ampio in realtà.

Ho avuto la possibilità di incontrare un gran numero di persone che, grazie all’impegno impiegato nello svolgere i nostri progetti di artigianato hanno potuto superare momenti difficili, questo passatempo gli ha permesso di non pensare alla malattia o in certi casi, addirittura, si fatica a crederlo, ma l’hanno addirittura guarita! Ho assistito a testimonianze dalla forza straordinaria dove addirittura l’arte manuale rappresenta tutt’oggi una sfida a malattie degenerative fortemente invalidanti. Per non dimenticare una lunghissima lista di persone che si dedicano a questi lavori per devolvere il ricavato in beneficienza! Ma non solo… l’attenzione e la terapia interessa ad oggi tantissime strutture di ricovero per anziani o persone affette da disabilità fisiche e non. Insomma, potrei passare ore e ore a citare quanti più esempi possibili tratti dalle vostre parole ma pare già abbastanza evidente la forza che molti di noi impiegano nel combattere qualcosa, anche quando, purtroppo, in certi casi si sa già che sarà impossibile sconfiggerlo.

Ciò che ho capito da tutte queste esperienze è che sicuramente l’arte è in grado di aiutarci nel profondo più di quanto si possa immaginare! Sembra incredibile ma fermiamoci per un attimo a pensare… creare significa dare vita a qualcosa, qualcosa di personale che apparteneva solo ai nostri pensieri. Cosa può esistere al mondo di più gratificante di riuscire nei nostri obiettivi? Conferire l’esistenza ad un qualsiasi oggetto con le nostre stesse mani ci da l’opportunità di sentirci realmente soddisfatti, invincibili pieni di forza! Ma come si dice… quello che conta del viaggio non è l’arrivo, bensì il percorso! Ed è proprio così, non solo il risultato finale ci rende orgogliosi delle nostre doti, valide o meno che siano, la terapia deriva proprio da tutto il tempo che impieghiamo per raggiungere i nostri obiettivi: un percorso personale e una prova di forza e tenacia. Non fermarsi davanti agli ostacoli ed alle imperfezioni, non aver paura di non riuscire poiché è sempre possibile ritentare! Questo è il lavoro manuale.

E voi? L’avreste mai detto che fosse possibile scatenare una così potente forza partendo dalle origini?

 

L’Artigianato, una forza mondiale.

Penso sia quasi d’obbligo dare un’importante voce in capitolo a ciò che ci caratterizza più da vicino, oggi parliamo di artigianato!

L’artigianato è sicuramente il sale della terra, in ogni angolo del pianeta, anche nel più remoto, è possibile conoscere l’artigianato locale, toccare con mano ciò che la tradizione popolare o, addirittura in certi casi, lo sviluppo sono in grado di creare manualmente.

Tradizione o sviluppo? L’artigianato proviene da entrambe le fonti! Diciamo che la provenienza più classica è quella tradizionale, basata sul rimando di generazione in generazione di tecniche tipiche sviluppatesi in una precisa area geografica. Vediamo insieme qualche esempio…. Scegliere è stata un’ardua impresa perchè le forme di artigianato presenti nel mondo sono infinite ma ho scelto alcune dimostrazioni che ho potuto ammirare dal vivo negli ultimi anni:

Il primo esempio di artigianato di cui voglio parlarvi l’ho scoperto durante un viaggio la cui destinazione resterà per sempre nel mio cuore, il Madagascar. La terra con la più ricca vegetazione e la più calda popolazione che abbia mai visitato. Nell’isola di Nosy Komba ho potuto osservare da vicino le strabilianti capacità manuali delle donne malgasce nella produzione di merletti interamente scolpiti a mano. Il loro procedimento prevedeva il disegno a mano su tela di cotone naturale, o tinta naturalmente, del disegno che si intendeva ricreare… credetemi, delle vere artiste! Dopo aver creato una trama iniziava il compito più meticoloso, un vero e proprio lavoro di incisione della tela, mista a punti decorativi in grado di produrre un risultato davvero strabiliante… soprattutto se si valuta la totale assenza di arnesi specifici.

Nosy Komba, Madagascar- Lavorazione manuale di merletti.

Un altro esempio che ho molto a cuore è sicuramente tratto da una serie di viaggi che ho potuto godermi insieme alla mia famiglia in tenera età e che ha contribuito a farmi innamorare dell’Africa… il Marocco. Oggi purtroppo, molte zone (per non dire la maggior parte) sono state influenzate dalla cultura occidentale e, in particolare, dal turismo. Al tempo in cui frequentai questa destinazione per sei bellissimi anni, invece, era possibile vivere ancora la vera anima della popolazione, con tutti i disagi che ne facevano parte… Una piacevolissima avventura!

Il Marocco è una terra davvero ricca di artigianato, non saprei da dove partire…. Ma un posto in particolare ha sempre rapito la mia attenzione in ogni città che ho visitato, il Souk!

Un posto magico in cui ogni mercante esponeva la propria arte, dalle inimitabili ciabattine in cuoio lavorato agli abiti tradizionali, dai tappeti intrecciati a mano fino ai gioielli scolpiti in argento. Il Souk è sicuramente il luogo più ricco di personalità e di tradizione che abbia visitato in questo splendido paese e credo che le immagini siano sufficienti a farvi respirare un po’ di magia!

Il Souk, il mercato tipico in Marocco, ricco di artigianato locale.

Questi sono solamente due esempi tratti dalle mie esperienze ma ognuno di noi, nella sua vita, è sicuramente venuto a contatto con infinite forme di artigianato e questo deve bastare per farci comprendere quanto l’umanità sia piena di risorse!

Parlavamo di artigianato derivante dalla tradizione… ma tante volte è persino lo sviluppo il punto scatenante della nascita dell’artigianato, basti pensare a tutti quegli artigiani che, come noi, hanno studiato e ricercato le proprie tecniche sperimentando e attingendo da diversi stili e tecniche in continuo sviluppo…. Beh, anche questo è artigianato!

La reale definizione di artigiano è difatti:

“Chi esercita un’attività (anche artistica) per la produzione (o anche riparazione) di beni, tramite il lavoro manuale proprio e di un numero limitato di lavoranti, senza lavorazione in serie, svolta generalmente in una bottega”.

Ed è proprio così, non esistono particolari requisiti per appartenere a questa categoria, bensì la semplice caratteristica di occuparsi di un lavoro manuale che non prevede la lavorazione in serie. Deriva infatti da questo concetto il vero e proprio nocciolo del discorso, l’unicità dei prodotti e il grande valore che essi sono in grado di rappresentare.

Pare davvero scontato come pensiero…. Eppure è ciò che dobbiamo tenere più stretto al mondo poiché l’artigianato è vita!

Innumerevoli volte mi sono trovata davanti ad un lavoro artigianale di genere vario a domandarmi come fosse possibile realizzare qualcosa di così complesso, ricco di particolari e capacità tecniche. La realtà è proprio questa, l’artigianato è speciale poiché riesce ad esprimere una sorta di sentimento mistico attraverso il quale ciò che troviamo davanti ai nostri occhi, costruito con passione e dedizione, non è altro che frutto di una magia!

Fortunatamente, l’evoluzione, oltre a rendere purtroppo le lavorazioni sempre meno artigianali e sempre più mirate alla vendita di massa, è in grado di darci anche qualche vantaggio che, sicuramente, molto tempo fa non sarebbe stato possibile. Avete mai sognato di compiere il giro del mondo in 80 giorni? E se vi dicessi che è possibile farlo in una giornata? Ehi, con calma… il mondo è enorme e colmo di meraviglie da scoprire ma per gli affamati come me di scoperta delle tradizioni e delle culture che abitano la terra non posso che consigliarvi un evento davvero speciale: L’Artigiano in Fiera.

Si tratta della fiera di artigianato più estesa al mondo e ha sede a Rho (Milano) ogni anno la prima settimana di dicembre. Fino allo scorso anno, conoscevo l’evento per sentito dire ma una volta visitato sono più che certa di volerci tornare!

Un’interessante passeggiata tra le arti culinarie ed artigianali del mondo, una rappresentanza di diverse regioni a perdita d’occhio e un’esperienza che consiglio a chiunque perché, oltre a regalare tante nozioni riguardo a paesi che non ero nemmeno in grado di pronunciare, all’interno di questo evento è possibile toccare con dito la passione e l’originalità di oltre tre mila artigiani che si destreggiano tra le loro arti, tipiche o innovative.

Nonostante il discorso sull’artigianato possa spaziare ancora tantissimo, di certo non voglio annoiarvi (abbiamo ancora così tanto tempo da passare insieme!!) e per questo, vi lascio con una domanda: ve lo siete mai chiesti per quale motivo il lavoro manuale rappresenta per tutti noi un grande lustro, oltre che un forte motivo di orgoglio?

Per rispondere a questa domanda vi rimando al prossimo articolo!

 

Vi presento il nostro Blog!

Molti di voi conosceranno già la definizione di Blog… o frequenteranno già abitualmente alcuni degli innumerevoli Blog esistenti sulla piattaforma di internet, questo è certo! Questo progetto, però, è per noi una novità, una ventata di freschezza che desideriamo condividere con tutti voi e siamo qui per darvi il benvenuto all’interno dell’unico e solo Official Blog Le Pigottine di Vanda.

Partiamo dall’origine: i meno esperti si staranno chiedendo… “Ma esattamente, cos’è un blog?” e le risposte, credetemi, potrebbero essere innumerevoli poiché esistono talmente tante varianti e tante sfaccettature che rendono una pagina internet un vero e proprio Blog… Ma il punto è proprio questo: un blog è una speciale pagina online poiché è personale.

Vista da questa parte posso sicuramente descriverla come un’esperienza fresca ed emozionante, si tratta di aprire le pagine del proprio diario segreto al mondo, di uno spazio in cui tutto è concesso, ogni articolo può trovare la propria attinenza poiché ogni singola parola che lo compone è mirata ad esprimere un’idea, un’emozione o anche più semplicemente un pensiero personale.

Prendete una bella planetaria, versate al suo interno una dose di amore per la scrittura, aggiungete 200 g di desiderio di espressione, un pizzico di esperienza personale (q.b.) …et voilà! Il gioco è fatto!

Dalla prospettiva del lettore, invece, si tratta di un concetto completamente diverso… insomma, diciamocelo, intrufolarsi nei pensieri degli altri è un passatempo che, anche sbadatamente, siamo abituati a concederci… ci dedichiamo giornalmente a questo svago attraverso diverse azioni, basti pensare a facebook, un portale social al quale accediamo ogni giorno anche solo per “fare un giro” tra i pensieri dei nostri amici. Ecco, ora provate a pensare… Cosa c’è di più sano del concedersi la lettura dei pensieri di qualcuno che desidera più di ogni altra cosa condividerli? Il Blog è in grado di creare un vero e proprio rapporto personale tra scrittore e lettore, un rapporto dinamico e costantemente influenzato da nuovi stimoli, un’esperienza speciale!

Ecco, ora che il mio personale concetto dello scopo di questa pagina mi ha preceduta… beh direi che siamo pronti per le presentazioni! Mi chiamo Federica, adoro la scrittura e sono felicissima di gestire questo Blog per condividere con voi la nostra vera essenza, la vera anima Le Pigottine di Vanda.

Di cosa parleremo insieme? Eh… qui viene il bello, non esiste un rigido campo di attinenza, ne una scrittura mirata a risultati precisi ma un unico e solo obiettivo: l’espressione delle nostre idee e delle influenze che ci rendono ciò che siamo, no, non solo un’attività commerciale ma una vera e propria Famiglia.

Curiosi? Beh spero di si perché abbiamo talmente tanti contenuti da raccontarvi che occorre tirarsi su le maniche e iniziare a dare forma ai nostri pensieri, plasmare le intuizioni e sfogliare tra le ricerche… che questa piccola grande avventura abbia inizio! Benvenuti all’interno della nostra famiglia.