Autore: Vanda Brombin

Fiere della creatività: dietro alle quinte.

Le fiere della creatività… un mondo magico! Quello spazio extraterrestre che ogni visitatore vive come un’esperienza carica di emozioni, colori e idee. Il luogo in cui ogni suggestione è volta a stimolare la fantasia, la manualità e la propria personale creatività.

Entri nello stand e “Woooow!” ogni oggetto di arredamento sembra posizionato al proprio posto come se fosse il suo posto da sempre, ogni creazione sembra esprimere la propria essenza lasciandoti quella curiosità e quel desiderio di metterti alla prova. Tra lucine, tessuti, nastri e timbri l’armonia è totale… un mondo fantastico grande appena 24 metri quadrati. Vedi un progetto, ti innamori, il desiderio di “mettere le mani in pasta” sale e per ore e ore ti perdi in questo spazio senza tempo alla ricerca di “tesori” dei quali però non conosciamo ancora né la forma né il colore.
Sembra una visione paradisiaca ma…. cosa accade dietro alle quinte?? Oggi voglio tentare di svelarvi una speciale dietrologia… la nostra!

Dopo mesi di preparazione si avvicina il gran giorno: la prima fiera della stagione creativa! Insomma, siamo pronte dai, sono mesi che lavoriamo alla collezione, a partire dalle riunioni interminabili per dare vita ai progetti, fino alla ricerca dei materiali. Qualche migliaio di pezzettini di tessuto è stato tagliato, piegato e confezionato, sembra tutto in ordine e poi “Questa volta siamo in una botte di ferro! Sarà impossibile restare senza materiale!”.
La settimana decisiva è arrivata, è lunedì… giorno di carico! Outfit della giornata: leggings super elasticizzati, scarpe da ginnastica e capelli casuali, “tanto stasera saremo da buttare!” e giù a ridere. Dieci minuti di strategia, un piccolo programma della giornata (già con le mani nei capelli!!) un paio di caffè e si parte! Su e giù per il furgone trasportando cartoni su cartoni mentre una vocina nella testa persiste “Ma sarà troppo? O troppo poco?? Mah…”. La sera arriva e quasi non ci accorgiamo che siano passate 8 ore, anche se le gambe e le braccia sembrano ricordarselo bene! Perfetto, questa è andata, siamo prontissime! (Che grande illusione…).”
Martedì, sveglia alle cinque del mattino e via che si parte verso il primo giorno di allestimento. Parte del team rimane in laboratorio girando freneticamente avanti e indietro dal magazzino impegnato nella seconda tranche di carico. “Dai siamo messe bene…. mancano solo un paio di cose!” E invece noooooo! Milioni di chiamate: “Ricordatevi la cassa ragazze, per carità!!”, “Nooooo… abbiamo scordato una cosa fondamentale”, “Mi sono appena ricordata che dobbiamo assolutamente portare con noi altre 236.758 cose… scrivi!”

Ok, ora ne siamo sicure eh…. sono le 18.00 è ora di andare a casa, preparare le valigie e riposare in vista della partenza più tesa della stagione. Arrivi a casa, esausta ma contenta perché è tutto pronto e un nuovo viaggio è alle porte. …è proprio mentre fai la doccia che ti vengono in mente le prime dimenticanze!

Dio benedica chi ha inventato il blocco note sul telefono!! E via… un’inondazione di promemoria, sveglie, timer, ogni App è buona per dare un tono alla nostra memoria usurata dalla giornata allucinante.

L’ultima sera a casa cerchi di godertela, ti dedichi al relax e stacchi la spina per permettere alla testa di riposare. Cenetta, pigiama, controllo della valigia e… Buonanotte!
Ore 3.45, occhi sbarrati…. “Ecco lo sapevo…. abbiamo dimenticato anche quello!!”, il blocco note pronto scattante accoglie gli ultimi promemoria e ora posso tornare a godermi l’ultima oretta e mezza di sonno.

 

Mercoledì mattina: è ufficiale, si parteeee! Tutto a posto questa volta, ne siamo certe. Parte dello staff è già quasi sbarcato presso la location che ospita la nostra esposizione per ben quattro giorni e durante il viaggio ci si abbandona ad una serie infinita di chiacchiere e risate. Chiamata in arrivo, “Vanda“. “Ponto, allora siete arrivate? Tutto bene??”, dall’altra parte del telefono con tono disperato… “Ragazze si è rotto l’avvitatoreeee!”. PANICO! Giusto cinque minuti per capire il piano d’azione e niente, il navigatore è già impostato verso il primo Brico nei paraggi.

 

Tutto è bene quel che finisce bene…. insomma, l’avvitatore nuovo è qui con noi, sembra tutto assolutamente sotto controllo e, come di routine, metodicamente, iniziamo l’allestimento!

Ognuno conosce alla perfezione i passaggi da affrontare e, come formichine, ci si snoda in una sorta di danza dove ognuno svolge la sua parte di lavoro e, poco a poco, lo stand inizia a prendere forma.
Piccola pausa pranzo, la pancia brontola… sedute in terra come fossimo ad un pic-nic. Un po’ di sane risate e positività aiutano la giornata a prendere una piega più divertente. Finito il pranzo…. la sveglia alle 5.00 inizia a dare i primi sintomi di sonno fulminante…. e dormiresti anche dentro alla cesta delle lane in legno massiccio! Come si dice in Emilia…. “Ragazze teniamo botta! Manca poco, forza!”.

Il risultato finale ci permette di lasciare la fiera con il sorriso…. ora si, siamo davvero pronte. L’allestimento rispecchia esattamente la nostra immaginazione e, finalmente, i nervi possono rilassarsi per alcune ore.
Mattina dell’apertura: ANSIA ALLO STATO PURO! Gli ultimi ritocchi prima di entrare in pista. Ci siamo, la nuova collezione verrà presentata e tutto l’impegno e la devozione per questo lavoro speriamo siano deducibili dai progetti che, con cura e passione, abbiamo dato alla luce.
Si aprono i cancelli, via alle danze! Salta di qua, balza di là: “Vale aiuto corri in furgone!!”. La giornata vola e tra schiamazzi, sorrisi e piedi doloranti arrivano le ore 18.00.

Ti trovi a fare un reso conto della giornata, un resoconto morale, quasi spirituale.
Ogni singolo sorriso, ringraziamento, complimento o addirittura dono è in grado di rigenerarci. Ti destreggi tutto il giorno tra domande e richieste ma, se ti fermi per un attimo ad osservare da fuori questo spettacolo, capisci che è incredibile.

Ogni sforzo è ripagato, ogni goccia di sudore viene coperta dalla soddisfazione e la sera, quando appoggi la testa sul cuscino, sei consapevole che è stata una grande giornata perché il tuo impegno e la tua passione, non solo sono stati apprezzati, ma vengono condivisi da migliaia di persone, speciali, frenetiche ed appassionate quanto te.

 

 

Tutorial n. 6 Autunno 2019: Surprise

Siamo arrivate alla fine di questa serie di tutorial autunnali e come concludere al meglio se non con una bellissima “sorpresa”?

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Tutorial n. 5 Autunno 2019: Bonne nuit

Realizziamo insieme una lampada arricchita da cuscini e libri pour une bonne nuit, perfetta anche da abbinare a Deb una delle nuove protagoniste di questa collezione autunnale firmata Le Pigottine di Vanda!

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Politiche Pet friendly: il nostro amico a quattro zampe sul posto di lavoro.

Modernità o tradizione? Voi vi sentite più conservatori o più amanti del progresso e dell’innovazione?

Quello di oggi è un argomento apparentemente leggero e spensierato ma allo stesso tempo si tratta di un tema in grado di dividere il grande pubblico. Cerchiamo di centrare meglio il punto:

È ormai evidente quanto negli anni sia mutato il rapporto dell’essere umano con il proprio animale da compagnia, quelli che un tempo erano considerati animali adibiti ad un compito preciso come il “cane da guardia” o il gatto che nelle case di campagna tiene lontani i topolini…. Beh si sono rivelati in realtà veri e propri membri della famiglia e parte integrante delle nostre vite. Personalmente reputo questo processo un vero e proprio vantaggio per entrambe le parti poiché l’amore, la condivisione e l’aiuto reciproco penso siano caratteristiche che non possono che apportare influenze positive…. Ma soprattutto trovo davvero ammirevole la sempre crescente attenzione nei riguardi dei nostri piccoli (a volte non tanto piccoli in realtà…) amici del cuore.

Una notizia che non poteva che attirare la mia attenzione mi ha colpita in particolare, il titolo recita: “Nuovi benefit sul lavoro: cani in ufficio e congedi per accudirli” (fonte: Il Corriere della sera, 2018, art. di Alessandro Sala). Incuriosita dal contesto e curiosa a riguardo mi sono dedicata alla lettura di questo piacevole articolo e ho trovato uno spunto interessante per una breve riflessione.

Avrete potuto notare in svariate occasioni che è nostra abitudine recarci sul posto di lavoro insieme ai nostri fedeli compagni! Appaiono spesso tra le foto e nelle nostre Instagram stories poiché, con molta naturalezza, siamo abituate a condividere con loro la nostra giornata di lavoro!

A questo punto non posso non presentarveli… partiamo dalla veterana, Miss, da dieci anni ci dedica la sua compagnia e si, se vi state chiedendo che razza di nome sia “Miss”, è perché il suo atteggiamento da Vamp non ha lasciato spazio ad altri nomi! Da poco meno di tre anni poi un nuovo componente si è aggiunto alla squadra… Jet! Lui è il bambino di casa, adora giocare e combinare pasticci per i quali è impossibile riprenderlo… d’altra parte dopo aver rubato intere rocche di fettuccia lui è solito voltarsi con il suo sorriso smagliante!

Leggendo questo interessantissimo articolo ho riscontrato una serie di piacevoli riflessioni che penso ci rappresentino molto ed essendo assolutamente curiosa del vostro pensiero a riguardo ho pensato che condividerle fosse un’ottima occasione per raccontarvi qualcosa di personale, qualcosa che ci rappresenti per davvero.

Pare che importanti studi di settore siano riusciti a dimostrare che la presenza di animali sul posto di lavoro sia in grado di produrre importantissimi benefici: riduce visibilmente l’apporto di stress che purtroppo siamo ormai costretti a gestire molto spesso sul posto di lavoro, aumenta il sentimento di “attaccamento” da parte del lavoratore alla propria azienda e favorisce un migliore bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata. L’avreste mai detto??

In America, addirittura, è stata istituita nel 1999 la “Take your dog to work-Week”! Una settimana in cui è possibile portare con sé ogni mattina il proprio animale da compagnia. Un’occasione utilizzata per concentrarsi sul lavoro di socializzazione e testare il beneficio effettivo di queste nuove forme di convivenza a vantaggio della produttività.

Si parla addirittura di posti di lavoro che inseriscono tra le clausole di contratto permessi retribuiti in caso di malattia del proprio animale domestico… una vera utopia! Forse questa notizia più che mai è in grado di delineare quanto l’animale da compagnia rappresenti al giorno d’oggi un vero e proprio componente della famiglia con tutto ciò che ne consegue, ovvero un’elevata attenzione per le necessità (non solo di primo ordine) e un’organizzazione differente della concezione di “lifestyle”.

Si tratta però anche di una questione di possibilità, non tutti i lavori permettono questo tipo di interazione con gli animali a stretto contatto e, viceversa, non tutti gli animali sono abituati a questa concezione moderna e, di conseguenza, non sono tutti portati alla convivenza in ambienti comuni professionali.

Dal nostro punto di vista, l’esperienza è assolutamente un pollice in su, anzi… un milione di pollici in su!! Gli animali sono in grado di riempire l’ambiente e ci regalano, durante la giornata, attimi di spensieratezza oltre ad alleggerire l’ambiente stemperando quella patina di stress e iper-produttività che spesso copre come un velo semi-trasparente tutto ciò che ci circonda. Coinvolgerli nella nostra giornata ci permette inoltre di crescere un rapporto sempre più stretto e comunicativo che porta beneficio ad entrambe le parti.

Quanto sarebbe bello se sempre più impieghi dessero questa possibilità ai propri lavoratori?

Voi cosa ne pensate? Qualcuno tra voi ha già la possibilità di lavorare al fianco del proprio amico pelosetto? Ed in caso di possibilità, vi piacerebbe testare questo tipo di esperienza?

Siamo curiosissime di leggervi tra i commenti per scoprire la vostra opinione a riguardo!

 

Tutorial n. 4 Autunno 2019: Tra spago e mollette

Divertiamoci a realizzare insieme un carinissimo stendino appendi pensieri che può diventare anche un simpatico accessorio per Tom e Tina, due dei protagonisti di questa stagione autunnale firmata Le Pigottine di Vanda!

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Tutorial n. 3 Autunno 2019: …sulla Slitta Magica!

Creiamo insieme un’inedita scarpa, piena di fantastici dettagli, che si trasforma in una magica slitta per accompagnare Ingrid a consegnare tutti i suoi regalini di Natale!

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La macchina per cucire, una fedele compagna di avventure.

La macchina per cucire è, per molti di noi, un’alleata fondamentale. Chiunque ami il cucito, nelle sue diverse forme (sartoria, cucito creativo, patchwork, appliqué… ecc) o più semplicemente si è avvicinato all’ambito della creatività, probabilmente, ne possiede una. Non so come funzioni per voi…. ma nel nostro laboratorio ogni macchina per cucire viene trattata come parte della famiglia. Eh si, dalla più vecchia alla più giovane ognuna di esse vanta di una bella postazione, pulita ed ordinata, di una serie di accessori utili e (si, questo vi suonerà sicuramente strano!!) persino di un nome! Ma, tralasciando i nomignoli imbarazzanti scelti per ogni modello presente in laboratorio, ciò che ho notato è che la macchina per cucire rappresenta un ruolo davvero importante in quanto ci permette di spaziare tantissimo nel campo del cucito e dedicarci, così, persino a lavorazioni alle quali mai avremmo pensato di approcciarci.

Si tratta di una compagna silenziosa ma attenta, lei assiste a tutte le nostre prove e sapete qual’ è il bello? Se il risultato delle nostre realizzazioni è un vero e proprio pastrocchio…. beh, lei sa mantenere il segreto! La macchina per cucire non ci giudica, anzi…. resta sempre a nostra disposizione per provare e riprovare e superare i nostri fallimenti.

Pensando alle nostre adorate compagne di avventure ci siamo domandate se fosse possibile rendergli omaggio in un qualche modo, infondo loro ci supportano e ci sopportano in ogni nostra creazione… e Bling! Si è accesa una lampadina!

Da diversi anni, ormai, per prenderci cura delle nostre adorate macchine per cucire ci siamo appoggiate a Federico di Errati Macchine per cucire, ormai noto come “Dottor Cucito”. Il suo appoggio, costante e professionale, ci ha dato modo di dare alle nostre fedeli compagne le attenzioni che si meritano, ottenendo così una durata ed una prestazione delle nostre collaboratrici inanimate davvero soddisfacenti. Insomma…. chi meglio di lui può parlarci un po’ di questo mondo? Ed ecco l’idea…. oggi intervisteremo il Dottor Cucito, nel tentativo di condividere con lui l’ammirazione per l’universo della macchina per cucire.

 

 

3,2,1… via!!

  • Buongiorno Federico… ehm… Dottor cucito, parlaci un po’ di te, presentaci Federico.
    <<Ciao. Che dire, sono una persona che ama molto il proprio lavoro e ho la fortuna di fare ciò che mi piace. Oggi, insieme a mia moglie Carolina, gestiamo due negozi: uno a Mantova e uno a Trento. Caratterialmente sono una persona alla quale piace ridere e scherzare, amo gli animali e le camminate in mezzo alla natura, questo mi aiuta molto a ricaricare le batterie nei momenti più frenetici, che nel lavoro sono abbastanza frequenti. Sono una persona che non si risparmia in tutto ciò che fa e ho il grosso difetto di essere, soprattutto nel lavoro, un perfezionista: pretendo molto da me e di conseguenza dalle persone che lavorano con me che per fortuna sono sulla mia stessa lunghezza d’onda.>>
  • A questo punto, non vediamo l’ora di chiederti: Presentaci Dottor Cucito!
    <<Dottor Cucito son io in tutto e per tutto: nulla di costruito. Quello che dico nei miei video e nei miei post è esattamente quello che penso e non riuscirei a fare diversamente. Dottor Cucito esula da “Errati macchine per cucire”, il mio compito è quello di dare un consiglio sull’utilizzo della macchina, sull’acquisto o sulla manutenzione e la cosa più bella per me è ricevere messaggi anche da chi la macchina l’ha acquistata altrove. Il fatto che, chiunque utilizzi una macchina per cucire, si senta libero di chiedere un consiglio a Dottor Cucito è una cosa estremamente gratificante che va oltre il lavoro, ma che tocca la mia sfera più personale. Si fidano di Dottor Cucito e quindi si fidano di me. E’ impagabile.>>
  • Come è nata la passione per il tuo lavoro e per questo campo così specifico?
    <<Ho sempre avuto una grande passione per i lavori manuali e per questo fin da piccolo osservavo mio padre riparare e riportare in vita questo meraviglioso strumento creativo. Finiti gli studi è stato per me molto naturale proseguire l’attività di famiglia. Mi sono chiesto anch’io cosa mi lega così tanto a questo prodotto e probabilmente la risposta risiede nella grande passione che i miei genitori mi hanno trasmesso.>>
  • Da dove nasce l’idea di indossare il camice da dottore per prenderti cura con attenzione clinica delle macchine per cucire?
    <<
    Dottor Cucito nasce da oltre 50 anni di esperienza nel campo delle macchine per cucire della famiglia Errati. Volevo combinare la passione per il mio lavoro e la mia passione per il teatro: mettere il camice di Dottor Cucito è stato determinante in questo. Poter mandare messaggi importanti per il nostro settore come, l’importanza del servizio e dell’assistenza e la cura della propria macchina per cucire in modo leggero e colorato mi diverte molto. Il nome Dottor cucito è nato, per caso, durante una chiacchierata con un amico: stavo raccontando quello che faccio e come lo faccio e lui se ne è uscito con Dottor Cucito. Lo ringrazio ancora oggi, perché il “mio Dottore” ha veramente cambiato totalmente il mio modo di lavorare, sono più felice professionalmente e riesco a trovare sempre nuovi stimoli e nuove idee. Non a caso nel 2020 uscirà una grandissima novità della quale non parlo ancora per scaramanzia.>>
  • Ora addentriamoci nel vivo del discorso…. io, da perfetta inesperta in campo di cucito, vorrei avvicinarmi a questo mondo che mi attrae e mi incuriosice, come faccio a scegliere la macchina per cucire che fa al caso mio?
    <<
    E’ una domanda che richiederebbe una risposta molto articolata. Cerco di semplificarti il pensiero che dovrebbe guidarti nella scelta: “La qualità dura così a lungo nel tempo da farne dimenticare i costi sostenuti”. Una macchina di qualità ti permetterà di cucire ciò che vuoi e soprattutto, per te che sei all’inizio, sarà un’alleata fondamentale. Dove non arriverà ancora la tua manualità, arriverà la macchina ma, solo se costruita con qualità. Se tu non sapessi sciare, accetteresti d’imparare con due assi di legno? Se tu non sapessi fotografare, impareresti con una macchina fotografica usa e getta? Lascia perdere la quantità dei punti, investi su una macchina con un buon trasporto, con una doppia alzata di piedino, con i punti elastici, con il regolatore di velocità (ti cambia la vita), e soprattutto una macchina elettronica perché, a differenza del credere comune, è molto più facile da usare. Il consiglio migliore che posso darti, comunque, è quello di farti guidare nell’acquisto da professionisti del settore e soprattutto richiedi sempre che ti venga fornita assistenza post vendita. Se pensi di risparmiare, speculando sul servizio, ti renderai conto dopo di quanto ti costerà.>>

Dottore… questa testimonianza è la prova che l’amore e la passione che metti nel tuo lavoro sono, oltre che qualità personali, le forze che permettono a te come a tutti noi di portare avanti un’arte molto antica ma sempre più alla moda ed in cerca di innovazione. Possedere una macchina per cucire come amica significa sicuramente avere la possibilità di dedicarsi ad un hobby davvero articolato e piacevole…. a tal punto, a volte, da perdere persino la nozione del tempo!

E voi?? Che rapporto avete con le vostre fedeli compagne di avventure?

Sono curiosissima di leggervi nei commenti!

Tutorial n. 2 Autunno 2019: Volando con Ingrid…

Realizziamo insieme Ingrid, un’inedita pigottina che adora volare via a bordo del suo magico mezzo…non perdetevi il tutorial n. 3 per scoprire tutti i fantastici dettagli!

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Tutorial n. 1 Autunno 2019: Fustella Ali d’Angelo

Scopriamo insieme tutti i progetti che si possono realizzare con la nuovissima fustella Ali d’Angelo della collezione Autunno 2019 targata Le Pigottine di Vanda.

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Come nasce una collezione?

Una delle domande che ci ponete più frequentemente è: Come nasce una collezione? Da dove prendete lo spunto e l’ispirazione per i vostri lavori? Insomma… da dove si parte?

Oggi sono pronta a svelarvi tutti i segreti fondamentali per dare vita ad una vera e propria collezione!

Innanzitutto ci tengo a rassicurarvi che non esiste un metodo preciso o imposto, quello di cui voglio parlarvi oggi è il Metodo Pigottine, un procedimento che nessuno ci ha insegnato ma che con ispirazione, dedizione ed un pizzico di esperienza abbiamo elaborato negli anni e plasmato man mano con qualche cambiamento utile per giungere, infine, ad un metodo da noi appurato ma in continua evoluzione.

La realtà è che nell’inoltrarci in un nuovo progetto non seguiamo un modello o un motivo scatenante preciso… non sappiamo mai da dove partiamo ma sappiamo sin dall’inizio quasi con precisione dove vogliamo arrivare. La nostra regola primaria, valida per ogni componente del nostro staff, è avere sempre a portata di mano il cosiddetto “Quaderno delle idee”. Un oggetto mistico pieno di scarabocchi, idee casuali e schizzi al quale ognuna di noi ha accesso per annotare qualunque pazza idea le passi per la testa. Devo dirvi la verità, quel quaderno è un vero casino ma fingiamo per un attimo di nasconderci dietro allo stereotipo dell’artista che vive nel caos!!

Vi svelerò un altro segreto… ma che resti tra noi: spesso la grande verità è che ci facciamo un’idea ben precisa di ciò che vogliamo realizzare ma il risultato finale, dopo varie vicissitudini e peripezie, è qualcosa di completamente diverso dall’intuizione iniziale. Si tratta di un viaggio caratterizzato da un sacco di impulsi che amiamo apprendere da tanti ambiti differenti! Il momento in cui riusciamo a dedicarci completamente agli stimoli trasformandoli in idee più articolate è sicuramente durante i nostri viaggi. Capita spesso durante le visite a paesi ben lontani dal nostro di incappare in una qualche forma o in un qualche materiale che portano la nostra mente a tradurre lo spunto in modello. A volte, molto più semplicemente, i viaggi sono i backstage in cui riusciamo a rilassare la mente e dare libero sfogo alla fantasia…. in entrambi i casi, ad ogni modo, al rientro, portiamo sempre qualcosa di speciale dentro di noi.

Dopo aver tutte insieme abbracciato una stessa idea comune arriviamo al secondo step: ore, ore e ore…. di condivisione! Noi le chiamiamo “riunioni” ma in realtà si tratta di veri e propri dibattiti aperti organizzati attorno ad un tavolo colmo di fogli, appunti, disegni, pc, tablet, telefoni e tanti ma dico TANTI caffè. Questo è il momento che personalmente amo di più poiché è in queste giornate in cui i semplici materiali si trasformano in concreti personaggi… c’è chi scrive, chi disegna, chi effettua ricerche e chi prepara i caffè, ovviamente! Si tratta quasi di una danza, un procedimento che ormai ognuna di noi ha assimilato e riesce a gestire sentendosi completamente a suo agio sputando una dopo l’altra idee senza la minima paura che possano risultare “stupide”.

Progettare, è la parte che amo di più del nostro lavoro, è un mero e semplice lavoro di traduzione, si tratta di tradurre gli impulsi della nostra fantasia in qualcosa di concreto e, mattoncino dopo mattoncino, vedere realizzarsi finalmente qualcosa di concreto… a questo segue sempre una grande soddisfazione.

Esiste poi all’interno della progettazione di una collezione una parte tecnica mirata alla ricerca. Ciò di cui ci occupiamo è lo studio dei materiali, delle consistenze, degli abbinamenti che, idealmente, una volta che raggiungono il proprio equilibrio e una sorta di simbiosi tra le loro sfaccettature creano una miscela inconfondibile. Diventa semplicissimo, arrivati a questo punto, aggiungere particolari e capire ciò che è adatto o meno a completare l’opera perché ormai in questa fase del percorso l’idea finale è totalmente chiara e quasi tangibile.

Ogni tessuto trova il suo giusto utilizzo in modo da esaltare le proprie caratteristiche, i colori (fedeli tra di loro) raggiungono l’armonia e i bozzetti sembrano sempre più realistici, sembrano prendere vita. La nostra personale articolazione dei una collezione prevede inoltre lo studio di prodotti accessori come timbri, fustelle e molto altro… ogni attrezzo trova la sua collocazione nel processo di realizzazione dei nostri modelli e piano piano la trama si fa sempre più complicata ma sempre più intrigante.

Lo step finale è il più complesso ma, arrivate a questo punto, la fame di scoprire il risultato finale è talmente tanta che non ci resta che aggredire il tavolo da lavoro senza accorgerci del passare delle ore e le giornate volano… mentre i prototipi prendono forma. Ecco. Ci siamo! Una nuova collezione è pronta!!

Esistono innumerevoli passaggi intermedi che non vi ho citato come la stesura dei testi, la loro correzione, le prove, i fallimenti, le escursioni in cerca di materiali, lo studio dell’arredamento dello stand e molto di più… ma in sostanza, ciò che volevo trasmettervi oggi non è passo dopo passo come procediamo nell’ideazione di un progetto, bensì il nostro metodo di lavoro: la sintonia tra i componenti della squadra.

Pare magia…. eppure è semplice passione.

Lo immaginavate così?